Che ne sarà dell’anno scolastico?

No. La scuola non è finita! Non vale la pena interrogarsi sull’ipotesi che finisca tutto a “tarallucci e vino”, con un bel “sei politico” che metterebbe al riparo il corpo insegnanti da eventuali ricorsi. Un esito che tranquillizzerebbe le famiglie sull’estate non rovinata dal problema di un debito scolastico e che nasconderebbe sotto il tappeto lacune formative che, in condizioni standard, avrebbero portato molti alunni a un risultato finale meno performante. Non ne vale la pena perché no, la scuola non è finita!

Non serve nemmeno interrogarsi su quando si tornerà a scuola, crucciandosi su quale delle tre opzioni in piedi sia la più corretta: il ritorno nei primi giorni di maggio con calendario scolastico inalterato, oppure sì un rientro nei primi giorni di maggio ma con un calendario prolungato fino a metà luglio e infine un rompete le righe immediato con valutazione dell’ultima parte dell’anno scolastico con modalità telematica.

Non ne vale la pena perché no, la scuola non è finita!

E sapete perché non è finita? Perché mentre il mondo della scuola chiede un indulto, pochi riflettono su quali devastanti effetti avrà questo “sei politico data l’eccezionalità del momento” sul futuro dei nostri alunni.

E quindi, no, la scuola non è finita, la scuola si è solamente defilata e ha evitato di valutare in maniera convenzionale, lasciando che il futuro presenti un conto salatissimo per le mancate valutazioni di questo periodo.

E allora spetta a noi, umilmente, enunciare quali devastanti effetti didattici e formativi si paleseranno a chi, in questo momento, si fermerà in attesa di un pass per la classe successiva.

  • L’accesso all’università sarà più complesso! Tutte le università d’Italia sono ormai a numero chiuso, coordinato da un test in giornata unica oppure governate dal un test online detto T.O.L.C. Con le piattaforme di valutazione T.O.L.C. chiuse il numero di tentativi possibili per l’accesso all’Università si riduce del 50% e quindi la probabilità di essere estromessi dall’Ateneo che si è scelto diventa tangibile. E fidatevi: non ci sarà nessuno che concederà agli alunni esclusi attenuanti generiche legate all’emergenza Covid-19 se il risultato del test non sarà sufficiente.
  • La maturità 2021 sarà il vero scoglio! Durante l’intervento in Parlamento, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha asserito che “gli esami di Stato saranno seri, con un orientamento verso le commissioni interne”. Ottimo, ma occorrerebbe anche sapere quale sia l’orientamento del Ministero per chi, fra a giugno 2021, quella prova la dovrà sostenere con un programma “pieno” e con tre mesi di scuola in meno negli ultimi quindici.
  • Nel medio periodo gli argomenti non trattati in classe saranno comunque recuperati! Essere valutati per compiti fatti dietro ad un pc con l’ausilio di internet, essere interrogati in webcam, con il libro di testo aperto al proprio fianco è un biglietto per il paese dei balocchi. Ma l’assenza di valutazioni serie ha risvolti negativi: non sapendo gli argomenti in cui si formano carenze didattiche queste non vengono recuperate e, nel lungo periodo, diventano voragini.
  • Cosa ne sarà degli iscritti in prima superiore 2020/21? L’ultimo semestre della scuola media di primo grado mette l’alunno di fronte a prove che ne accrescono la maturità didattica. Iscrivere in prima superiore scolari privi di un percorso di orientamento e di presa d’atto delle proprie capacità aumenterà l’abbandono nei primi sei mesi scolastici.
  • Ma qualcuno si è reso conto che in prima elementare non sanno leggere? Le maestre sono arrivate a spiegare fino alla lettera T. A causa del Covid-19 rischiamo di mandare in seconda elementare alunni che non sanno nemmeno leggere la parola Covid. E non è colpa loro: la lettera V nel migliore dei casi è stata spiegata loro dall’altra parte di un tablet 10 pollici.

Per questo e per mille altri motivi la scuola non è finita, anzi, la scuola è appena cominciata! E non vale la pena stamparsi sul petto un sei politico che salvaguardi un’estate a Ibiza senza i debiti da recuperare. Perché a un certo punto, nel paese dei balocchi, arriverà Mangiafuoco.