I docenti di Matemagia offrono un approccio specifico e individualizzato per gli studenti BES e DSA

Al giorno d’oggi, nella scuola ci sono sempre più studenti con problematiche legate all’apprendimento: queste vengono chiamate DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento).

Come si approccia Matemagia a questi studenti?

Ce lo spiega Ambra Masotti, docente di discipline linguistiche presso la sede di Bologna.

 

D: “Partiamo dal principio. Cosa significa BES e cosa significa DSA?”

R: “BES e DSA sono due acronimi che stanno per Bisogni Educativi Speciali e Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Innanzitutto quando si parla di BES e di DSA bisogna essere consci del fatto che le difficoltà degli studenti non sono uniformi, ma chiaramente va valutato il singolo caso. Ogni studente, infatti, ha diverse difficoltà che possono riferirsi a una o più aree dell’apprendimento, come ad esempio la scrittura, la lettura o l’abilità di calcolo.”

 

D: “Qual è la tua esperienza come docente di studenti DSA?”

R: “Personalmente, nel corso della prima lezione, parlando apertamente con lo studente e con i genitori, e facendo un ripasso degli argomenti e svolgendo degli esercizi insieme, mi rendo conto delle difficoltà specifiche del ragazzo. Di conseguenza, cerco di improntare un percorso personalizzato, basato su quelle che ritengo essere le sue esigenze personali.”

 

D: “Che consigli ti senti di dare a chi deve approcciarsi ad uno studente BES e/o DSA?”

R: “In generale, ritengo che sia molto importante aiutare questi ragazzi a trovare un proprio metodo di studio, in modo tale che le nostre lezioni non siano solamente nozionistiche, ma che si presentino anche come una vera  e propria occasione di crescita per lo studente. Conseguentemente a ciò, e di fondamentale importanza per i docenti una formazione continua sull’argomento, poiché le problematiche di questi studenti variano anche in base alla loro età anagrafica.”

 

D: “Qual è la cosa più importante, secondo te, nel rapporto docente-studente DSA?

R: “Sicuramente è importantissimo che gli studenti si sentano a proprio agio con noi, perché la serenità e la sicurezza in sè sono due elementi che concorrono nel miglioramento di questo tipo di problematiche, e anche nel miglioramento dell’approccio che gli studenti hanno col mondo scolastico.”

 

 

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