Le tre insidie del rientro a scuola che possono portare alla bocciatura

QUALI SONO LE TRE INSIDIE CHE I RAGAZZI SI TROVERANNO AD AFFRONTARE NEL RIENTRO A SCUOLA?

Un giorno più o meno lontano – che noi tutti speriamo arriverà molto presto – l’epidemia di Coronavirus verrà finalmente debellata o, almeno contenuta, sino a rendere nuovamente accessibili gli istituti scolastici.

Ed ecco che in quel momento si tornerà tutti a scuola, alla normalità che tutti conoscevamo sino allo scorso 21 febbraio 2020. Di indeterminato, in questa storia, c’è solo il quando: il ritorno a scuola è, fortunatamente, certo.

Non ci è dato sapere ad oggi con certezza come si presenterà la scuola dopo il coronavirus, ma sicuramente non sarà al 100% D.A.D.

 

Ecco allora che il rientro a scuole porterà con sé tre insidie, tre pericoli che, se sottovalutati, potrebbero portare a risultati scolastici scadenti, od alla bocciatura:

 

1) La disabitudine allo studio.

Tutti almeno una volta nella vita hanno disimparato – totalmente o parzialmente – a fare qualcosa solamente perché per un determinato periodo l’hanno abbandonata. L’esempio più classico è la guida dell’autovettura: non guidi per un po’, quando riprendi sei meno automatico, hai perso gli automatismi, ergo ti stanchi di più.

Quest’ultimo esempio è oltremodo importante per lo studio, con cui si sposa bene: l’interruzione per oltre 10 mesi dell’attività formativa in presenza renderà il ritorno alla stessa molto più difficile e molto più faticoso di quanto già non fosse prima. La disabitudine allo studio sarà acuita dal desiderio di “accedere ai voti” da parte dei diversi professori, che vorranno verificare tutto quello che non è stato verificato durante il periodo di sospensione delle lezioni.

Quindi, quale soluzione possibile per scansare l’insidia? Acquisire un metodo di studio.

 

2) Le lacune della D.A.D.

Seppur si sia dimostrata una soluzione utile e necessaria in via emergenziale, la D.A.D. ha lasciato strascichi importanti, (vedi anche I cinque danni del coronavirus) fra i quali si registra anche l’assenza di valutazione scolastica durante il periodo in oggetto.

Andare avanti per mesi senza essere valutati significa non avere punti di riferimento e non avere accortezza del reale programma di studio effettuato. Le lacune sono molto evidenti perché spesso gli alunni non sono stati chiamati a studiare in vista di un compito in classe, e quindi hanno tralasciato molti temi che in contesti diversi avrebbero studiato e approfondito.

Tutto quello su cui a vario titolo si è sorvolato in questi mesi torna adesso fuori sotto forma di competenza richiesta per affrontare i nuovi argomenti, per i quali ragazzi si trovano del tutto impreparati.

Soluzione: affidati ai professionisti che erogano lezioni di qualità, scegliendo quelli che sono gli argomenti più importanti senza farti perdere tempo a studiare da solo.

 

3) La confusione legata al rientro.

L’anno 2019/2020 si è concluso con un “liberi tutti” dettato da direttive ministeriali.

L’anno 2020/2021 si è svolto, per quanto riguarda la scuola media superiore, fino a questo momento principalmente in D.A.D., e tutte le procedure valutative tipiche della scuola sono state derogate.

Se da un lato non è pensabile condonare la preparazione per un altro anno scolastico, dall’altro ci si interroga su come approcciarsi alla valutazione degli studenti in un contesto emergenziale.

Come plausibile risultato di questa dualità ci sarà una grande confusione: tutti i docenti cercheranno di avere “voti” ed i “voti ottenuti in presenza” dovranno essere soppesati con i “voti ottenuti durante il periodo Covid“. La divergenza fra le valutazioni in presenza e durante il Covid comporterà con ogni probabilità problemi in sede di scrutinio finale, che comunque sconterà due anni di valutazione in luogo di uno.

In questo caso la soluzione è quella di arrivare preparati alla fine dell’anno programmando un piano di studi e di lezioni fisse: la continuità didattica è infatti fondamentale, e con Matemagia si ha l’opportunità di rimanere sempre al passo con gli argomenti trattati, proponendo un piano didattico personalizzato per ogni studente.

 

Alla fine, la speranza che accomuna tutti è che il rientro a scuola non costituisca un enorme resa dei conti dove verrà richiesto agli studenti di soddisfare gli standard valutativi di un anno normale (o di un biennio normale) per difendere la D.A.D e l’operato del personale docente dell’ultimo anno e mezzo.