Programmare il proprio studio fin dall’inizio dell’anno fa la differenza

Vuoi scoprire il segreto per un anno scolastico di successo? Iniziare a studiare fin da subito!

Con noi di Matemagia rimanere al passo con lo studio e le interrogazioni è un gioco da ragazzi: ce lo spiega Davide Cozzolino, docente di discipline scientifiche della sede di Bologna.

 

 

D: “Perchè è importante ricorrere all’aiuto di Matemagia fin dall’inizio dell’anno scolastico?

R: “Come dice il detto: chi ben comincia è già a metà dell’opera. Prendiamo le insufficienze scolastiche: quelle del primo quadrimestre molto spesso sono un campanello di allarme di un mancato approccio verso una materia che magari il ragazzo non trova interessante o alla quale non ha dato la giusta attenzione, fin da subito. Sono quindi molto importanti da considerare.”

 

D: “Perchè? Cosa può succedere?

R: “Perchè potrebbe accadere che il ragazzo sottovaluti la materia e di conseguenza potrebbe evolvere delle lacune che, andando avanti, potrebbero diventare delle vere e proprie voragini. Questo succede perchè da una lacuna nasce poi l’impossibilità di sviluppare tutti i concetti successivi. Soprattutto per quanto riguarda le materie scientifiche, è un po’ come la costruzione di un edificio: non si può costruire il quarto piano se non è ben saldo il secondo piano. Di conseguenza molto spesso noi docenti di matematica ci approcciamo cercando di riempire queste difficoltà pregresse; per questo muoversi per tempo è essenziale.”

 

D: “Come intervenite quindi voi docenti di Matemagia?

R: “Per noi è importante approcciarsi con delle giuste tempistiche, muoversi per tempo, perché l’aspetto positivo è che nel primo quadrimestre ancora il  programma non è ben ricco, quindi è facile intervenire. Per esempio, noi docenti di matematica ci approcciamo cercando di evolvere un metodo di studi valido per far sì che poi sia più efficace anche l’approccio.”

 

D: “Che tipo di approccio offrite quindi?

R: “È importante che l’intervento messo in atto sia il meno dispendioso possibile, sia per quanto riguarda le risorse sia per quanto riguarda l’energia del ragazzo; cerchiamo quindi di massimizzare l’efficacia dello studio con il minimo sforzo. Facendo così di solito il nostro lavoro termina già a gennaio, con il recupero dell’insufficienza.”

 

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