Didattica a distanza e debiti: perché sarà difficile “tornare tutti allo stesso livello”

Il rientro a scuola a settembre si preannuncia delicato per tutti, in particolare per chi avrà debiti e lacune da recuperare. Vediamo perché.

Cosa si è perso con la didattica a distanza?

Da un lato la didattica a distanza si è rivelata un provvidenziale e quasi obbligato sistema che ha consentito di arginare i danni da Covid-19, ma al tempo stesso ha comportato una serie di effetti collaterali che hanno stravolto l’esperienza didattica di milioni di studenti, dall’infanzia all’università. “Ben vengano le lezioni registrate, soprattutto in ambito universitario. Ma fin qui c’è sempre stata una controparte reale, concreta, di confronto con docenti e colleghi” afferma Polidoro, che aggiunge: “Per quello che riguarda la scuola, poi, gli effetti sono ancora maggiori. Ridurre tutta l’esperienza scolastica allo stare davanti a un monitor toglie il confronto con gli altri, i comportamenti da tenere con insegnanti, compagni e personale che lavora nella scuola. Sono dell’idea che questo passaggio drastico e obbligato, svolto senza nemmeno troppi ragionamenti, abbia causato enormi lacune nella preparazione degli studenti. Lacune di cui magari né loro né i docenti si rendono conto” ammonisce Polidoro.

I debiti

Come detto a più riprese, a eccezione delle classi quinte alle prese con esami finali, l’emergenza Covid-19 ha portato il Ministero a escludere le bocciature. Sono invece stati mantenuti i debiti, anche se avere un debito quest’anno non espone a un rischio di bocciatura a settembre. Questo fa sì che gli studenti con lacune potranno sottovalutare il debito ottenuto, non impegnandosi al massimo per recuperarlo. “Gli studenti a dire il vero non avranno veri e propri debiti. Non ci sarà un esame dal quale dipenderà promozione o bocciatura. Chi avrà avuto un debito prima della pausa di febbraio dovrà rientrare a scuola 15 giorni prima degli altri per tornare tutti allo stesso livello” afferma Polidoro.

“Tutti allo stesso livello”: sì, ma come?

Ma cosa significa riportare tutti allo stesso livello? Già è difficile in condizioni normali, ma con la didattica a distanza possibili divari tra alunni si possono essere amplificati, anche fra quelli che non hanno debiti. Per chi arriva da situazioni più difficili – a cui si sommano mesi di didattica frammentata e davanti a uno schermo – come si può garantire un recupero in sole due settimane? Gli studenti non dovrebbero perdere tempo in questi mesi, ma anche per i docenti si preannunciano mesi impegnativi. “Fare didattica in queste condizioni è molto difficile, verificare i recuperi dei ragazzi è altrettanto arduo: evitare che queste lacune formative vengano portate avanti, rovinando una carriera scolastica e universitaria, è abbastanza utopistico pensando a questi corsi di recupero in due settimane. Anche perché al di là delle parole, poi, come si fanno questi corsi concretamente?” chiede Polidoro.

Leggi anche: Il rientro a scuola nei piani del Ministero. Ma il tempo stringe 

debiti, didattica, didattica a distanza, didattica on line, ministero dell'istruzione, rientro, scuola